maggio 03, 2008

"Ferite invisibili”

da:http://canali.libero.it/affaritaliani/cronache/violenze030508.htm

Immigrazione/ Violenze, traumi e torture: ecco come soffre chi arriva nel nostro Paese



Traumi nascosti che non è facile individuare, lacerazioni che non si rimarginano. Tra gli stranieri presenti nel nostro Paese molti sono stati vittime di violenze e di torture di cui continuano a portarsi addosso i segni, e non solo dal punto di vista fisico. E molti altri arrivano per migliorare le loro condizioni economiche e in Italia si trovano incastrati in situazioni di forte disagio e sofferenza. È di queste persone che si occupa il progetto "Ferite invisibili” della Caritas diocesana di Roma, di cui a Roma è stato presentato un primo bilancio.

Si tratta di un'iniziativa nata nel 2005 per dare un supporto di tipo terapeutico e sociale agli stranieri colpiti da gravi traumi. Che non sono - come si potrebbe pensare – soltanto richiedenti asilo e rifugiati, ma anche migranti economici che per varie e diverse ragioni non riescono a sopportare la durezza dell"esperienza migratoria. Il progetto, che finora ha preso in cura circa 50 persone, si inserisce all"interno dell’area sanitaria della Caritas, dove dal 1983 a oggi hanno trovato assistenza circa 7 persone l’anno (di cui la metà nuove) per un totale di 90 mila individui. Sono 47 le persone prese in carico dal progetto "Ferite invisibili”, tra cui 34 uomini e 13 donne provenienti da 26 paesi diversi. E di questi 14 sono di nazionalità afgana, ma altri arrivano da Polonia, Cina, Romania, Ucraina, e quindi non si tratta di richiedenti asilo politico.



“Il progetto è nato in maniera sperimentale e senza nessuna pubblicità iniziale – racconta il supervisore Marco Mazzetti. – Si tratta di un campo nuovo e difficile e non volevano creare aspettative che poi non potevamo soddisfare”. Perché l’obiettivo è piuttosto ambizioso, e consiste appunto nella cura “delle persone con sintomatologia grave attraverso un intervento integrato psico sociale”. “All’inizio abbiamo fatto riferimento alle nostre case famiglia dove vivono richiedenti asilo e rifugiati con regolare permesso di soggiorno”, ricorda Salvatore Geraci, responsabile dell’area sanitaria della Caritas romana.



“Ma andando avanti abbiamo cominciato a rivolgerci anche a quelli che arrivano nel Poliambulatorio di via Marsala”. Infatti, quando gli operatori di una struttura di accoglienza o del Poliambulatorio percepiscono la presenza di ferite nascoste nella persona con la quale sono venute in relazione, contattano i referenti del progetto. “Dalle case famiglia ci segnalavano situazioni di persone completamente isolate e chiuse in stesse, di persone colpite da insonnia oppure da crisi di pianto, o in ogni caso in stato di grave sofferenza”. Tuttavia il progetto non si pone limiti ed è in continua evoluzione. “Man mano che ci rafforziamo – prosegue Geraci – ci apriamo anche ad altri campi”. Perché sono molti quelli che potrebbero avere bisogno di aiuto. Basti pensare alle badanti, persone particolarmente a rischio per lo stato di forte isolamento nel quale spesso si trovano a vivere e a lavorare.

In questo senso il progetto “Ferite invisibili” diventa anche un osservatorio molto particolare, che conferma quello che la Caritas va ripetendo da tempo: gli immigrati che arrivano in Italia sono sani, e spesso le cattive condizioni fisiche e psicologiche sono una conseguenza dell’esperienza migratoria. “La migrazione dove non è supportata da livelli di integrazione adeguati può causare traumi molto forti – spiega Geraci. – L’immigrato che viene qui è sano, molte patologie sono la conseguenza di gravi situazioni di disagio. E la terapia migliore non è costituita dai farmaci ma da percorsi di accoglienza e di inserimento”.

“Inoltre - continua il responsabile dell’area sanitaria della Caritas romana, “vivere da irregolari può causare dei traumi. Un’esperienza di migrazione non tutelata e senza il supporto di politiche di reale inserimento può creare seri rischi in chi la vive”. E allora un sistema di politiche inclusive è più conveniente per tutti. Visto che gli immigrati vivono in mezzo a noi tanto vale accoglierli bene. “E chi non vuol farlo per ragioni umanitarie lo faccia almeno per convenienza” conclude Geraci.

dicembre 03, 2007

"Oh oh oh... Buon Natale!"




Anche quest'anno il nostro simaptico vecchietto di duecento e più anni, ha bisogno del nostro aiuto. Il nonnetto saltellante e pacioccoso che regala doni, gioia e allegria a tutti i bimbi,perde sempre più colpi ogni anno che passa: non ricorda come si fanno gli auguri e come si dice il suo nome nelle varie lingue del mondo.
Il 24 dicembre, la notte della vigilia di Natale, è vicino e lui non può rischiare di rimanere muto dopo il suo grido di battaglia:"OH OH OHHH!"
Lancio un appello: telefonate, scrivete una mail, lasciate un commento, fate di tutto per aiutare il caro vecchietto che da anni si prodiga per la gioia e la serenità di tutti noi!
Scrivete come si dice BabboNatale e "Buon Natale!" nella vostra lingua così che possa urlarlo dalla sua bella slitta la notte di Natale dall'alto dei cieli.
M'impegno affinchè i vostri messaggi gli arrivino in fretta.
Buon lavoro e tanti tanti auguri a tutti e che quest'euforia natalizia non ci lasci una volta terminate le festività, ma che ci accompagni per molto molto tempo.
Un bacio! Ciao! SCRIVETE!!!!

novembre 21, 2007

Il Presidente Napolitano accoglie l'appello della rete G2

" La legge sulla cittadinanza è troppo restrittiva, bisogna aprire canali nuovi di accesso alla cittadinanza italiana per tanti ragazzi e tanti giovani, figli di immigrati"



La rete di figli di immigrati "G2 Seconde Generazioni" ha consegnato oggi nelle mani del presidente Giorgio Napolitano una lettera per la riforma della legge sulla cittadinanza (legge 91 del 1992), in occasione della celebrazione della Giornata nazionale per i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza. A parlare al presidente e a consegnare l'appello per la riforma della legge è stato il diciassettenne Ian Kiggundu, studente del liceo scientifico Newton di Roma, che guidava la delegazione della rete di figli di immigrati. La delegazione, composta da bambini e adolescenti è stata ricevuta al Quirinale alla presenza dei ministri Rosy Bindi, Politiche per la famiglia, e Paolo Ferrero, Solidarietà sociale, e di Anna Maria Serafini, presidente della Commissione bicamerale per l'infanzia. Durante la cerimonia hanno parlato anche bambini e ragazzi, accompagnati dal Gruppo partecipazione del Coordinamento Pidida (Per i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, che raccoglie oltre 40 Ong italiane).

"Crediamo che è anche a noi che lei si rivolge quando parla a tutta la popolazione - continua l'appello di G2 -. Per questo le chiediamo di fare in modo che tutti i figli d'Italia abbiano le stesse opportunità di partenza e possano avere le stesse aspirazioni e non restino degli Italiani con il permesso di soggiorno. Le chiediamo quindi di sollecitare il percorso della legge sull'accesso alla cittadinanza italiana che noi speriamo possa finalmente riconoscerci tutti dei pari rispetto ai nostri coetanei, figli di italiani, amici, compagni di scuola, vicini di casa, con i quali, spalla a spalla, stiamo già diventando adulti".



Alle parole e all'appello della rete G2 si è dimostrato sensibile Napolitano che ha concluso la cerimonia dichiarando: "la legge sulla cittadinanza è troppo restrittiva, bisogna aprire canali nuovi di accesso alla cittadinanza italiana per tanti ragazzi e tanti giovani, figli di immigrati".

Lettera integrale:
http://www.secondegenerazioni.it/forum/viewtopic.php?t=641

novembre 14, 2007

Aperto lo Sportello per i cittadini migranti e rom

da:www.comunediroma.it

Dal 6 Novembre è aperto lo Sportello per i cittadini migranti e rom del Municipio Roma 19 presso la Scuola "Anderson" a Via Podere Trieste 20.I giorni e gli orari di apertura sono il Martedì dalle 9,30 alle 13 e il Venerdì dalle 15,30 alle 19.
I servizi offerti sono:

1. CONSULENZA FISCALE E LEGALE
2. INFORMAZIONI SULLE NORME VIGENTI IN MATERIA DI IMMIGRAZIONE
3. RAPPORTI CON LO SPORTELLO DI SEGRETARIATO SOCIALE MUNICIPIO ROMA XIX
4. RAPPORTI CON L’UFFICIO CENTRALE IMMIGRAZIONE DELLA QUESTURA DI ROMA E SPORTELLO UNICO PER L’IMMIGRAZIONE DELLA PREFETTURA DI ROMA
5. ORIENTAMENTO AL LAVORO E AI SERVIZI TERRITORIALI
6. PRATICHE PER LA RICHIESTA DELLA CITTADINANZA ITALIANA E PER IL RICONGIUNGIMENTO FAMILIARE
7. COMPILAZIONE DEL "KIT" REPERIBILE AGLI UFFICI POSTALI PER LA RICHIESTA DEL PERMESSO/CARTA DI SOGGIORNO PER I MIGRANTI

per info: http://municipioroma19.hive.it/pages.asp

novembre 03, 2007

E' vergognoso!

Da una email mandatami da un'amica...

Di tutti i crimini commessi contro Dio, contro il creato e contro l’umanità questo è fra i più vergognosi!


Le immagini che seguono sono estremamente dure, però riteniamo doveroso mostrarle, perché fatti così gravi non devono passare inosservati.
Il mondo deve sapere, la gente deve essere informata di quanto accade in Cina, di come possa disumanamente divenire normalità il disprezzo per la vita.
Una bimba appena nata giace morta sotto il bordo del marciapiedi, nella totale indifferenza di coloro che passano.
La piccina è solo un'altra vittima della politica crudele del governo cinese che pone il limite massimo di un solo figlio nelle città (due nelle zone rurali), con aborto
obbligatorio. Nel corso della giornata, la gente passa ignorando il bebè.
Automobili e biciclette passano schizzando fango sul cadaverino.
Di quelli che passano, solo pochi prestano attenzione. La neonata fa parte delle oltre 1000 bambine abbandonate appena nate ogni anno, in conseguenza della politica del governo cinese.
L'unica persona che ha cercato di aiutare questa bambina ha dichiarato:
"Credo che stesse già per morire, tuttavia era ancora calda e perdeva sangue dalle narici".
Questa signora ha chiamato l'Emergenza però non è arrivato nessuno.
"Il bebè stava vicino agli uffici fiscali del governo e molte persone passavano ma nessuno faceva nulla... Ho scattato queste foto perché era una cosa terribile..."
"I poliziotti, quando sono arrivati,sembravano preoccuparsi più per le mie foto che non per la piccina..."
In Cina, molti ritengono che le bambine siano spazzatura.
Il governo della Cina, il paese più popoloso del mondo con 1,3 miliardi di persone, ha imposto la sua politica di restrizione della natalità nel 1979.
I metodi usati però causano orrore e sofferenza: i cittadini, per il terrore di essere scoperti dal governo, uccidono o abbandonano i propri neonati.
Ufficialmente, il governo condanna l'uso della forza e della crudeltà per controllare le nascite; però, nella pratica quotidiana, gli incaricati del controllo subiscono tali pressioni allo scopo di limitare la natalità, che formano dei veri e propri
"squadroni dell'aborto". Questi squadroni catturano le donne "illegalmente incinte" e le tengono in carcere finché non si rassegnano a sottoporsi all'aborto.
In caso contrario, i figli "nati illegalmente" non hanno diritto alle cure mediche, all'istruzione, né ad alcuna altra assistenza sociale. Molti padri
vendono i propri "figli illegali" ad altre coppie,per evitare il castigo del governo cinese.
Essendo di gran lunga preferito il figlio maschio,le bambine rappresentano le principali vittime della limitazione delle nascite. Normalmente le ragazze continuano a vivere con la famiglia dopo del matrimonio e ciò le rende un vero e proprio peso.
Nelle regioni rurali si permette un secondo figlio, ma se anche il secondo è una femmina, la cosa rappresenta un disastro per la famiglia.
Secondo i dati delle statistiche ufficiali, il 97,5% degli aborti è rappresentato da feti femminili.
Il risultato è un forte squilibrio di proporzioni fra popolazione maschile e femminile. Milioni di uomini non possono sposarsi, da ciò consegue il
traffico di donne.
L'aborto selezionato per sesso sarebbe proibito dalla legge, però è prassi comune corrompere gli addetti per ottenere un'ecografia dalla quale conoscere il sesso del nascituro.
Le bambine che sopravvivono finiscono in precari orfanotrofi.
Il governo cinese insiste con la sua politica di limitare le nascite e ignora il problema della discriminazione contro le bambine.
Alla fine, un uomo raccolse il corpo della bambina, lo mise in una scatola e lo gettò nel bidone della spazzatura.

ottobre 08, 2007

Mediattori in città

Il blog cambia aspetto e si sposta su wordpress.com.
Il sito è ancora in costruzione.
Adatelo a visitare!

http://mediattori.wordpress.com/

A presto!

settembre 24, 2007

Centro per la tutela delle relazioni familiari

Il presidente della Provincia di Roma, Enrico Gasbarra e l’assessore provinciale alle Politiche Sociali, Claudio Cecchini hanno inaugurato martedì 22 novembre il Centro provinciale per la tutela delle relazioni familiari, in via Monte delle Capre 23 a Roma.

Con questa nuova iniziativa la Giunta Gasbarra si propone di sostenere gli adulti nella prevenzione e nella gestione dei conflitti intrafamiliari, promuovendo interventi volti ad attivarne o a recuperarne le risorse individuali.
La struttura offre:

* accoglienza e orientamento;
* interventi brevi e mirati di carattere clinico, rivolti ad adulti e minori;
* sostegno alla genitorialità;
* percorsi di mediazione familiare;
* consulenza giuridico-sociale;
* ascolto del minore.

L’accesso ai servizi del Centro avviene attraverso il “servizio di ascolto”, che è attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 11.00 alle ore 13.00, mentre il martedì e il giovedì dalle ore 14.00 alle ore 16.00.

Le attività del Centro sono rivolte a nuclei familiari, anche di diversa composizione etnica: coppie coniugate, coppie di fatto, nuclei monogenitoriali o di seconda formazione che si trovino in difficoltà nell’esercizio della funzione genitoriale, nonché in situazioni di conflitto e/o di separazione.

La struttura di via Monte delle Capre garantisce un’ampia gamma di servizi fra loro integrati, offerti da un’equipe interdisciplinare composta da assistenti sociali, avvocati, mediatori culturali, mediatori familiari e psicologi psicoterapeuti. Inoltre, i mediatori linguistico-culturali sono in grado di comunicare con 48 idiomi diversi, dall’albanese al cinese.

Per scaricare la carta dei servizi del centro andare nell'area download.